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Specchia (megalite)
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mwdgSpecchia è il nome con cui vengono definiti alcuni tipici manufatti presenti soprattutto nel mwdwSalentocite-ref-1[1] e di lì, attraverso la mwfaValle d'Itria, fino alla mwfqMurgia, realizzati con la sovrapposizione mwfga secco di mwfwlastre calcaree provenienti dallo mwgaspietramento a mano dei soprasuoli mwgqmurgiani e salentini. Il nome è di origine medievale e probabilmente derivato dal latino mwggspecula, in relazione a supposte utilizzazioni quali posti di vedetta. Le ipotesi sulla loro funzione sono ancora al vaglio dei ricercatori. Nei decenni passati si tendeva a datare la loro prima comparsa al periodo dei mwgwMessapi, se non ad un'epoca più antica, risalente al mwhaNeolitico, ma non è possibile proporre una datazione esatta. In particolare per lo studioso francese mwhqÉmile Bertaux le Specchie erano una sorta di " 'nuraghi di Terra d'Otranto' crollati nel tempo. Oppure enormi torri di avvistamento... necessarie alla difesa".cite-ref-2[2]
Contents
• Funzioni
• Note
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Tipologia
È possibile distinguere tra due tipologie di specchie a seconda delle dimensioni e delle loro funzionicite-ref-3[3]
• mwmgpiccole specchie, piccoli cumuli di pietra, alcune delle quali con funzioni funerarie. Nella maggior parte dei casi si tratta semplici ammassi di pietre, realizzati con tecnica costruttiva spontanea, che formano piccoli dossi di pietrame calcareo sparsi per la campagna.
Funzioni
Ipotesi alternative
• mwsgmwswcondensatori di umidità: il calo notturno della temperatura avrebbe dato luogo al fenomeno della mwtacondensa e permesso l'accumulo di acqua. Tale tecnica, ideata a causa della scarsa piovosità del territorio e dell'esigua circolazione superficiale di acque sul terreno calcareo, avrebbe esempi di epoca preistorica in varie parti del mondo; le strutture costruite vengono chiamate torri di condensazione (air well), o bacini di condensazione (dew pond) quando sono in forma di pozza. Un'ipotesi per il momento priva di riscontri scientifici.
• mwwaTrulli crollati, alcune specchie sono il prodotto di trulli crollati, si tratta difatti di false specchie la forma derivante da tali crolli esclude una generalizzazione.
• mwwgcumuli di pietre di risulta La materia prima con cui le specchie erano realizzate è costituita da pietre di risulta, cioè provenienti dal dissodamento dei terreni destinati alla coltivazione o al pascolo e che, a causa della loro pezzatura irregolare, non erano suscettibili di un diverso riutilizzo edilizio (come ad esempio in mwwwtrulli, muri a secco, ecc.). Pertanto una delle funzioni assolte, solo accessoria, poteva essere quella di accumulazione di materiali indesiderati su una piccola superficie di terreno.
Ubicazione
Le specchie sono numerose nella mwywValle d'Itria, nei comuni del mwzaSalento e del mwzqGargano. Il territorio con più siti è quello di mwzgCeglie Messapica con 18, 7 in quello di mwzwVilla Castelli, altre nei territori di mwaaCisternino, mwaqFasano (frazione di mwagMontalbano) e mwawFrancavilla Fontana. Una delle più note ha dato il nome alla frazione di mwbaSpecchia Tarantina, nel comune di mwbqMartina Franca. Diverse specchie sono presenti anche nel territorio di Manduria, dove vi sono grandi strutture, alte fino a 16 m e con diametro fino a 30 m di fattura più complessa e monumentale (a muraglioni di grossi blocchi squadrati, vedi Specchia Schiavoni)cite-ref-9[9], mwcgOria, e sporadicamente nel Salento settentrionale. Nel Salento meridionale sono numerose nell'area tra mwcwMartano, mwdaUgento, mwdqCavallino e mwdgPresicce; una di queste ha dato il nome al comune di mwdwSpecchia. Non sono rare anche nella murgia barese, nei dintorni delle mwealame; ne sono attestate diverse in agro di mweqRutigliano (specchie di Torre Tanga).
Note
cite-note-11. ↑ G. Neglia, Cinte di specchie nel brindisinomwga : un problema di protostoria, Brundisii res , 3(1971). pp. 3-23.
cite-note-22. ↑ mwhamwhqV. Galati, Bertaux e le architetture megalitiche di Terra d'otranto: i Trulli come 'genesi' delle Specchie, in Paesaggi, città e monumenti di Salento e Terra d'Otranto tra Otto e Novecento, Una «piccola Patria» d'eccellenza, dalla Conoscenza alla Valutazione e alla Tutela dei Monumenti ...,a cura di F. Canali, V. Galati, Firenze, 2017, pp. 715 e segg..
cite-note-33. ↑ C. Drago, Specchie di Puglia, Museo preistorico etnografico L. Pigorini, 1954
cite-note-44. ↑ G. Neglia, mwjaIl fenomeno delle cinte di Specchie nella penisola salentina, Società di Storia Patria per la Puglia, documenti e monografie 35, Edizioni Adriatica, Bari 1970.; G. Neglia, Cinte di specchie nel brindisinomwjq : un problema di protostoria, Brundisii res , 3(1971). pp. 3-23.
cite-note-55. ↑ G. Neglia, mwkqIl fenomeno delle cinte di Specchie nella penisola salentina, Società di Storia Patria per la Puglia, documenti e monografie XXXV, Edizioni Adriatica, Bari 1970; G. Neglia, Cinte di specchie nel brindisino: un problema di protostoria, Brundisii res, 3(1971), pp. 3-23; G. Alessio, Osservazioni sulle specchie pugliesi in:Studi salentini, a.1 (1956), pp. 74-78
cite-note-66. ↑ L. Panico, Dolmen, menhir, specchiemwlq : viaggio fra le pietre e i megaliti del Salento, Edizioni del Grifo, Lecce 2004
cite-note-77. ↑ L. Scoditti, Specchie e paretoni nel Salento, La Zagagliamwmq : rassegna di scienze, lettere ed artimwmg : notiziario del Gruppo speleologico salentino , A.2(1960), pp. 52-56; C. Teofilato, mwmwLa "Giovannella" e le specchie francavillesi, Vecchio e Nuovo, II, n°28, Lecce, 24 luglio 1928.
cite-note-88. ↑ G. Stranieri, mwnwUn limes bizantino nel Salento? La frontiera bizantino-longobarda nella Puglia meridionale. Realtà e mito del “limitone dei greci”, Archeologia Medievale XXVII, All'Insegna del Giglio, Lecce 2000. pp. 333-355; G. Neglia, mwoaIl fenomeno delle cinte di Specchie nella penisola salentina, Società di Storia Patria per la Puglia, documenti e monografie 35, Edizioni Adriatica, Bari 1970
cite-note-99. ↑ mwpamwpqmwpgSpecchia di S.Tiné, su mwpwtreccani.it.
Bibliografia
• F. Canali, mwqwValore di "interesse paletnologico" e valore storico letterario: preistoria e miti fondativi in terra d'Otranto. Da interessi 'pilota' a valenze nazionali(stiche) e regionali, in mwraPaesaggi, città e monumenti di Salento e Terra d'Otranto tra Otto e Novecento, Una «piccola Patria» d'eccellenza, dalla Conoscenza alla Valutazione e alla Tutela dei Monumenti ...,a cura di F. Canali, V. Galati, Firenze, 2017, pp.mwrq 147–190.
• mwrwV. Galati, Bertaux e le architetture megalitiche di Terra d'otranto: i Trulli come 'genesi' delle Specchie, in Paesaggi, città e monumenti di Salento e Terra d'Otranto tra Otto e Novecento, Una «piccola Patria» d'eccellenza, dalla Conoscenza alla Valutazione e alla Tutela dei Monumenti ...,a cura di F. Canali, V. Galati, Firenze, 2017, pp. 715 e segg.
• G. Stranieri, mwsqUn limes bizantino nel Salento? La frontiera bizantino-longobarda nella Puglia meridionale. Realtà e mito del “limitone dei greci”, Archeologia Medievale XXVII, All'Insegna del Giglio, Lecce 2000. pp.mwsg 333–355.
• L. Panico, mwtaDolmen, menhir, specchie: viaggio fra le pietre e i megaliti del Salento, Edizioni del Grifo, Lecce 2004
• G. Neglia, mwtgIl fenomeno delle cinte di Specchie nella penisola salentina, Società di Storia Patria per la Puglia, documenti e monografie 35, Edizioni Adriatica, Bari 1970.
• G. Neglia, mwuaCinte di specchie nel brindisino: un problema di protostoria, Brundisii res, 3 (1971). pp.mwuq 3–23.
• G. Palumbo, mwuwSalento megalitico (specchie, dolmen pietrefitte), Studi salentini , A.1(1956), pp.mwva 58–73
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• C. Drago, mwwqSpecchie di Puglia, Museo preistorico etnografico L. Pigorini, 1954
• mwwwC. Teofilato, mwxaSpecchia Miano, Estratto dall'Almanacco "Il Salento", vol. III, A. Lecce, 1929.
• C. Teofilato, mwxgNuova ricognizione di Specchie in territorio brindisino, Vecchio e Nuovo, II, n° 23, Lecce, 19 giugno 1932.
• C. Teofilato, mwyaLa "Giovannella" e le specchie francavillesi, Vecchio e Nuovo, II, n° 28, Lecce, 24 luglio 1928.
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